lunedì 16 gennaio 2012

Tria cu' li mugnuli

Accennavo proprio oggi, nella pagina Facebook del blog, ai cibi antifreddo!
In realtà, pur non essendo un'esperta nutrizionista, non credo esistano dei veri e propri cibi antifreddo ma piuttosto dei momentanei palliativi come una zuppa calda, un buon brodo bollente o una ricca spolverata di peperoncino piccante.
La faccenda mi ha poi incuriosita, e le ricerche fatte in rete confermano in linea di massima la mia sensazione. Allora, per combattere il freddo dovete continuare a mangiare tanta verdura e soprattutto tanta frutta (la vitamina C, signora mia!) ... bere l'immancabile litro e mezzo d'acqua anche se preferireste optare per un bel bicchiere di rosso e, ops... evitare i colpi d'aria!!! Va bene, va bene... la pianto di sproloquiare sui luoghi comuni da Tiggì stagionale... Per me ci sono dei cibi antifreddo che sono tali solo perché mi sanno di caldo, di famiglia, di casa, e questo piatto è uno di quei cibi (malgrado da bambina, come penso sia accaduto più o meno a tutti, odiassi qualsiasi cibo di colore verde ad eccezione delle lasagne alla bolognese).
Per questo oggi voglio raccontarvi questa ricetta salentina, ancora una volta una ricetta di casa (stavolta preparata a 4 mani con la mia mamma mentre ero in vacanza!). Mi fa piacere parlarne anche perché non è una ricetta molto "turistica", in quanto si prepara con una verdura invernale che - ho scoperto di recente leggendo questo interessante articolo - esiste solo nel Salento.  Si tratta di una varietà spontanea di cavolo, molto simile al cavolo nero ma dal sapore peculiare, un po' meno intenso e "aggressivo" rispetto al "cugino" toscano. Da qualche parte in rete ho letto che vengono assimilati ai friarielli napoletani, però no... sono due cose differenti (i friarielli hanno la foglia frastagliata, per dirne una... anche se di certo possono essere utilizzati in sostituzione, in caso di lontananza dal tacco d'Italia). Perciò, miei cari amici... vi invito a programmare una vacanza fuori stagione nel Salento, vi assicuro che vale davvero la pena di assaggiarli!


L'accompagnamento ideale per questa verdura è la "tria" o "triya", una pasta realizzata con acqua e semola (sì, viene proprio gialla così come nella foto, non sono fettuccine all'uovo, giuro! ... poi in cottura si schiarisce un po').
E ora, senza dilungarmi ulteriormente in chiacchiere, passo alla ricetta.

Ingredienti

Per la pasta
  • Semola di grano duro rimacinata (dai 70 ai 100g a persona, dipende dalla fame media). Oppure potete usare il sistema di misura "come si faceva una volta" descritto qui da Sara :-)
  • Acqua q.b. a ottenere un impasto sodo ed elastico

Stendere la sfoglia non troppo sottile e ricavarne delle tagliatelle di 5-6mm di larghezza. In alternativa potete usare il formato delle "sagne torte o 'ncannulate" (le istruzioni in questo post).

Per la verdura
  • ca 600g di verdura a testa (da mondare)
  • olio extravergine
  • peperoncino piccante
  • aglio
Va bene, potete usare anche le cime di rapa o il broccolo siciliano ma non sarà la stessa cosa. Se avete un amico nel Salento, fatevi spedire o procurare in qualche modo i mugnuli e non ve ne pentirete!

Sbollentate la verdura in abbondante acqua bollente salata. In una padella a parte, fate soffriggere uno spicchio d'aglio a testa e un peperoncino piccante o due, a seconda dei gusti e del numero di persone.
Fate stufare la verdura e, dopo avere scolato la pasta al dente, unitela alla verdura e fate insaporire il tutto per un paio di minuti.

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